giovedì 16 febbraio 2017

La storia attraverso i Manifesti: Da Caporetto a Trento e Trieste - Le Fosse Ardeatine





GRUPPO 1

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Trovi in classe il libretto con la descrizione/presentazione del tuo documento tratta da Le fonti della storia/21 La Nuova Italia, 1976.
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GRUPPO 2

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sabato 21 gennaio 2017

Rinaldini News: Sotto il velo

Uomini di qua donne di là

e tutte col velo quando parla

Bernardino da Siena
Rinaldini News: Sotto il velo: C'era anche nei matrimoni greci. Lì il compito di "togliere le nubi", di svelare la sposa, era del marito. Al contrario per i Romani prendere in moglie una ragazza si diceva "mettere le nubi", nubere; il velo da sposa era di un rosso vivace che ricordava il colore del fuoco: in latino veniva chiamato flammeum.


Il velo nero, invece, era anche virile. Con un velo nero si presentò Priamo ad Achille e con il capo velato si faceva ritrarre in qualità di Pontefice Massimo l'imperatore Augusto.
Il velo anche oggi è un oggetto che reca con sé un paradosso, un'ambiguità una contraddizione: è leggero, ma ha pesanti significati, copre ma è trasparente, dovrebbe tenere a bada gli sguardi , ma li attira, dovrebbe frenare il desiderio, ma lo suscita. 
Più o meno con queste parole, a Gubbio, nell'ottobre scorso Maria G. Muzzarelli iniziava uno degli interventi più applauditi del Festival del Medioevo 2016.

Che non sia una storia musulmana lo sappiamo perché fino agli anni '80 le nonne non uscivano mai di casa "in capello", ma sempre "in fazzoletto" e anche oggi, che di nonne così non se ne vedono più da un pezzo, quando qualcuno, magari intorno a un fuoco, improvvisa una scenetta e si traveste da donna, come primo segno caratterizzante, si copre la testa con un velo.
La storia del velo in Occidente possiamo farla cominciare con San Paolo che...... Continua a leggere su Rinaldini News: Sotto il velo










domenica 15 gennaio 2017

Il vano belletto delle donne (Quaderno 3)

Il vano belletto e ornamento delle donne: le donne e il trucco dall'Età d'Augusto al Rinascimento


a questo URL trovate gli appunti e l'antologia http://www.scribd.com/full/53212268?access_key=key-63nw1rv2uuqtfxn25fd


sabato 14 gennaio 2017

Postille al falso problema di Ugolino

"Non ho letto (nessuno ha letto) tutti i commentari danteschi, ma sospetto che, nel caso del famoso verso 75, del penultimo Canto dell'Inferno abbiano creato un problema che deriva da una confusione tra arte e realtà" 
Questo per ricordare che non serve a nulla sapere (ammesso che un giorno sarà mai possibile sapere) quale sia stata la sorte del conte Ugolino dentro la Torre della Fame. Tuttavia se volessimo sapere di più sul personaggio storico che è alla base dell'invenzione dantesca, per una volta, possiamo evitare di leggerci la biografia di wikipedia o alle ricerche dell'antropologo Francesco Mallegni e affidarci invece a una fonte storica e a un'auctoritas più utile per noi che studiamo in Letteratura:

Nella Nuova cronaca di Giovanni Villani, grande storico fiorentino contemporaneo di Dante Alighieri, diverse rubriche sono dedicate al tradimento e alla punizione del Conte Ugolino ve ne propongo un paio:

CXXI, «Negli anni di Cristo MCCLXXXVIII, del mese di luglio, essendo criata in Pisa grande divisione e sette per cagione della signoria, che dell’una era capo il giudice Nino di Gallura di Visconti con certi Guelfi e l’altro era il conte Ugolino de’ Gherardeschi coll’altra parte de’ Guelfi, e l’altro era l’arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini co’ Lanfranchi, e Gualandi, e Sismondi, con altre case ghibelline, il detto conte Ugolino per essere signore s’accostò coll’arcivescovo e sua parte, e tradì il giudice Nino, non guardando che fosse suo nipote figliuolo della figliuola, e ordinarono che fosse cacciato di Pisa co’ suoi seguaci, o preso in persona». […]
CXXVIII «Di questa crudeltà furono i Pisani per lo universo mondo, ove si seppe, forte biasimati, non tanto per lo conte, che per gli suoi difetti e tradimenti era per avventura degno di sì fatta morte, ma per gli figliuoli e nipoti, che erano giovani garzoni e innocenti».

[G.VILLANI, Nuova Cronica, Tomo Primo, Libro Ottavo, Parte Seconda, edizione critica a cura di G. Porta, 3 voll., Fondazione Pietro Bembo, Guanda Editore, 1991.]


Potete cercare ancora su Villani o sull'opera di P. Villari, che in I primi due secoli della storia di Firenze (vol.2), ha pubblicato una Cronica fiorentina compilata nel secolo XIII a lungo ritenuta di Brunetto di fondamentale importanza. Ma c'è una strada più breve: tutto quello che si può sapere sulla vera storia della prigionia del Conte Ugolino lo trovate in questo articolo di A. M. Iacopino: La prigionia di Ugolino. Usatelo per chiarirvi le idee prima dell'ultima revisione delle vostre ricerche

Ricordate comunque quello che scriveva Borges enl suo saggio Il falso problema di Ugolino: "Il problema storico se Ugolino della Gherardesca abbia esercitato nei primi giorni di febbraio del 1289 il cannibalismo è, evidentemente, insolubile. Il problema estetico o letterario è di tutt’altra natura. Lo si può enunciare così: Dante ha voluto che pensassimo che Ugolino (l’Ugolino del suo Inferno, non quello storico) abbia mangiato la carne dei suoi figli?"

Possiamo provare seguendo il metodo del grande scrittore argentino: leggere tutto quello che hanno scritto tutti quelli che nei secoli hanno commentato il verso 75. Forse non vale nemmeno la pena di leggere tutti i commentari danteschi per affrontare una questione letteraria che sappiamo già in partenza non potremo essere certo noi a risolvere. Tuttavia l'antico dubbio su quello che è successo/non è successo a Pisa dentro la Torre della Muda, sul finire dell'inverno del 1289 non ci lascia indifferenti. E se Borges scriveva "Non ho letto (nessuno ha letto) tutti i commentari danteschi..." noi nanetti godiamo di due vantaggi rispetto al gigante argentino. 

1) Siamo 22 e la fatica condivisa fa meno paura
2) Abbiamo a portata di click centinaia di commenti, grazie all'impagabile lavoro di digitalizzazione del DDP Dartmouth Dante Project di Robert Hollander e dei collaboratori dell'Università di Princeton

Visti i nostri privilegi non possiamo essere da meno di Borges: facciamo 11 gruppi e ci prendiamo ognuno 15 dei 166 commenti che risultano dal motore di ricerca del database del DDP
Sceglieremo 5 commenti antichi (obbligatori Maramauro e Buti), 4 commenti dei secoli tra il Rinascimento e il Barocco, 4 commenti "moderni" tra De Sanctis e Sapegno e 3 commenti contemporanei. Dopo averli riassunti e catalogati scrivete, secondo l'esempio di Borges, un testo nel quale raccontate l'evoluzione della critica letteraria sul caso di Ugolino e, infine, dite la vostra, argomentatissima idea.


Questi e-book sono il frutto delle nostre fatiche:

Postille al falso problema di Ugolino (2012)
- Tre nuovi saggi danteschi